
20 settembre 2026
IV DOMENICA DOPO IL MARTIRIO (A)
VANGELO Gv 6, 24-35
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Quando la folla vide che il Signore Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
- Invochiamo l’intervento di Dio
Il grido di Isaia trova eco anche nelle nostre menti, nei nostri cuori.
Il grido di Isaia è spesso preso in prestito anche dalle nostre labbra: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!” (Isaia 63, 19b-64,10).
Sempre ci accompagna la percezione del dilagare dell’ingiustizia e della sopraffazione nel mondo.
I media sono impietosi in tal senso, riversando nelle nostre case notizie infauste di accadimenti che gravano sul nostro vivere.
Come Dio interviene? Forse abbiamo esagerato con atteggiamenti iniqui, ignorando la sua parola, non cercando la sua presenza, disertando i suoi luoghi di culto? Da qui il suo apparente silenzio, inattività?
- La sindrome dei discepoli di Emmaus
Forse l’abbiamo cercato solo sperando benefici materiali anche legittimi, ma non per puro e semplice amore a lui, fiducia nella sua parola:
“voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati” (Giovanni 6, 24-35)?
La sindrome dei discepoli di Emmaus: la delusione, afferra tutti coloro che si attendono da Dio la soluzione di problemi che solo la libertà, la solidarietà umana dovrebbero risolvere.
Sì, anche di fronte alle catastrofi, alle malattie gravi, eredità del limite che attraversa il macrocosmo e il microcosmo, siamo chiamati ad accettare il nostro limite, ma non esonerati dal farci prossimo, con tenerezza, con compassione, con concreto sostegno ai bisogni altrui.
È la fede nel Dio creatore e redentore che spinge il Papa a continui appelli alla salvaguardia del creato, alla giustizia e alla pace, all’attenzione agli ultimi, specie i migranti.
Fratelli tutti in virtù della comune umanità, così come Dio l’ha pensata, ma come Dio interviene?
- Dio interviene attraverso di noi
L’anonimo autore della Lettera agli Ebrei dichiara superati gli antichi culti al Tempio di Gerusalemme, in quanto, Gesù: “entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna” (9,1-12).
In Gesù, Dio ha squarciato i cieli ed ha introdotto nel mondo il principio del nostro riscatto. Seguirlo richiede fede e perseveranza, fedeltà e sostegno alla consegna del suo corpo e sangue che si concretizza in ogni Eucarestia e riverbera nella vita di coloro che se ne nutrono in verità.
“Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”.
Dio dunque interviene attraverso di noi, motivando la nostra libertà, dando un senso al nostro vivere e morire, donandoci lo Spirito del Figlio, affinché non abbiamo a perdere, bensì ad accrescere la nostra umanità, fino al giorno del suo ritorno. Sì Gesù, io resto con te.
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don Erminio
