
Riflessione a Cura di Mons. Erminio Villa
18 ottobre 2026
DEDICAZIONE DEL DUOMO (A)
VANGELO Mt 21, 10-17
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera”. Voi invece ne fate un covo di ladri». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: «Osanna al figlio di Davide!», si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: “Dalla bocca di bambini e di lattanti hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
La ‘cattedrale’
Perché celebrare la Dedicazione del Duomo di Milano? Perché è la cattedrale, cioè il luogo dove il Vescovo, dalla Cattedra episcopale, presiede l’Eucarestia, celebra i Sacramenti, annuncia con autorevolezza la Parola di Dio, vigila affinché in tutto il territorio diocesano germoglino, fecondi i semi di carità.
A chi è ‘dedicato’ il Duomo di Milano? Pur nella sua imponenza e statuarietà esso è affidato all’intercessione di Maria, contemplata nella sua infanzia: Maria bambina.
Il significato di questa dedicazione è altamente simbolico: i bambini si affidano.
Dunque il primo richiamo che ci rivolge la cattedrale del Vescovo è: affidati come Maria al mistero del Dio fatto uomo; affidati alla Chiesa santa e peccatrice, amala, correggila, richiamala, ma non abbandonarla affidati al magistero del Vescovo.
Egli, in comunione con il Santo Padre e il collegio episcopale è la garanzia che tu stai camminando su quella Via che è Cristo stesso.
Così ha voluto il Signore, cosciente in quali mani affidava la sua Chiesa. Insegna ai tuoi figli, a coloro che ami, non tanto con le parole, ma più con la testimonianza quotidiana, il valore dell’affidamento, il bene che fa a te, alla tua vita.
- Chiesa sempre in restauro
E’ immagine della Chiesa stessa e di ogni cristiano: sempre in restauro. La Chiesa infatti cammina da duemila anni, polvere, rughe, ferite segnano il suo corpo, il nostro corpo. Essa non può permettersi di diventare brutta, spigolosa, rugosa, trasandata, perché l’attende, alla fine dei tempi la festa di nozze con il suo sposo, Cristo stesso. Per questo motivo lo Spirito Santo ci sospinge ad un continuo rinnovamento nell’intreccio tra fedeltà alla Parola di Dio e discernimento circa i segni dei tempi.
Il Sinodo dei Vescovi sulla Sinodalità (come camminare insieme nella Chiesa oggi) ha avuto proprio questo scopo: discernere, cioè comprendere ciò che lo Spirito Santo dice alla Chiesa immersa in quel delta ramificato che sono i diversi continenti, nazioni, etnie, lingue, riti, popoli.
- Il primato della fede
A che cosa dobbiamo dare primato oggi nelle nostre Chiese, nelle nostre comunità?
Il Vangelo di Matteo ci illumina (21,10-17). Lo sdegno (diverso dall’ira) di Gesù si scaglia sui mercanti del Tempio di Gerusalemme.
A una prima impressione si potrebbe dire che egli non vuole che il mondo religioso del suo tempo e anche noi, mescoliamo culto e affari.
In realtà, citando Isaia, Gesù spiega che anche per i non ebrei c’è posto se vogliono pregare al Tempio, dunque non è lecito occupare lo spazio a loro riservato, per il pur legittimo commercio di merci legate al culto religioso.
Tradotto per noi, potremmo argomentare così:
– Le nostre comunità o diventano accoglienti o sono destinate ad implodere, a deperire, a diventare piccoli club per i soliti affezionati.
Certo occorrerà discernere che cosa vuole dire accogliere e come farlo con intelligenza e cuore.
– Le nostre Parrocchie debbono dare primato a tutto ciò che favorisce l’incontro con il Signore,
evitando di essere stazioni di servizio cultuale o agenzie meramente sociali.
– Il primato spetta alla fede, al suo nutrimento (sacramenti), formazione (catechesi) e alla carità.
– E’ da valutare l’attualità e l’utilità di tanti ‘servizi’ che la Parrocchia offre: questo o quello favorisce un cammino di fede?
Propizia l’incontro con il Signore?
—
don Erminio
